il Presidente

Sono diventato presidente (nello statuto SNAMI c’è questo titolo un pò altisonante) molti anni fa. Le USL si stavano trasformando in Aziende e stava nascendo la provincia di Rimini. Come ho potuto constatare le cariche sindacali, almeno nello SNAMI non sono particolarmente ambite. Non ci sono stipendi, gettoni o altro, ma solo rimborsi spese, che spesso sono inferiori ai costi, forse, anche per questo, sono ancora in carica. E poi non è un’affare semplice, il medico di medicina generale è un libero professionista e non ha le garanzie del dipendente, se si è molto accondiscendenti con la controparte non si è un buoni sindacalisti, anzi forse non lo si è proprio, prendere posizioni contro il proprio datore di lavoro, come ho riscontrato ampiamente, non è cosa da tutti.

Come ulteriore complicazione, In questi anni, i contratti che prima erano di poche pagine sono diventati veri e propri volumi. Il contratto nazionale è lungo 254 pagine, poi ci sono l’accordo regionale e quello aziendale. La medicina generale è infatti una palestra per le forme contrattuali, chiamiamole, più avanzate, delocalizzate, di area, di Azienda e non sempre favorevoli al lavoratore. Ma non finisce qui, il contratto nazionale, soprattutto, è zeppo di riferimenti a Leggi, normative e quant’altro, senza considerare che poi il contratto attiva convenzioni e rapporti con altri enti quali INAIL, INPS ed altro. Come dire che quello del sindacalista, ammesso che lo si faccia in un certo modo, è diventato un vero e proprio, secondo mestiere, nemmeno troppo facile.

Chi volesse saperne di più, può scaricare un articolo apparso alcuni anni fa su Libertà Medica, periodico dello SNAMI in cui ho raccontato la mia storia sindacale e quella della sezione di Rimini.